
Quartetto Luigi Magnani
Ramificazioni
- 7
ott
2026
Spettacolo
Claude Debussy
Quartetto in sol minore
Antonín Dvořák
Quartetto in fa maggiore op.96 “Americano”
QUARTETTO LUIGI MAGNANI
violini Paolo Mora, Michele Rossi
viola Novella Bianchi
violoncello Giacomo Fossa
Un programma dedicato a due quartetti nati nello stesso anno, il 1893, e alla fascinazione che i loro autori provarono per le voci e le tradizioni di terre lontane. Nel Quartetto in sol minore Debussy, attratto dall’Oriente, fonde il clima misterioso della poesia simbolista dell’amico Mallarmé con il ricordo delle armonie di Parsifal, e costruisce l’intera architettura su pochi temi continuamente ripresi e variati, osservati ogni volta sotto una luce diversa, come la Cattedrale di Rouen dipinta da Monet nelle diverse ore del giorno. Il Quartetto in fa maggiore op. 96, noto come «Americano», nasce invece dal soggiorno di Dvořák a New York come direttore del Conservatorio: ritmi e melodie di quella terra, filtrati dalla sensibilità del compositore, animano pagine che alternano il lirismo nostalgico del celebre secondo movimento al vitalismo di un finale dal sapore di festa popolare. «Nelle pagine di Dvořák – spiegano i musicisti del Quartetto – la grande difficoltà è data dalla resa dell’elemento ritmico, che è la componente fondamentale della scrittura del Quartetto “Americano”. Nei passaggi più lirici però le melodie di Dvořák richiedono un grande apporto espressivo, che è ciò che dà vita alla musica».
Quattro concerti, la danza e una nuova commissione dal Festival Verdi creano un filo rosso che dall’Ottocento verdiano arriva fino ai conflitti del presente: è la terza edizione di Ramificazioni, che dal 4 al 22 ottobre 2026 porta a Parma, nell’ambito del Festival Verdi, sei appuntamenti tra musica sinfonica e da camera, teatro musicale, danza e performance. Sezione del Festival nata con l’obiettivo di stabilire relazioni e sollecitare confronti con la produzione verdiana e con il tema che ispira ogni edizione, Ramificazioni segue quest’anno le suggestioni di Mondi lontani, il titolo scelto per il XXVI Festival, e accompagna il pubblico in un viaggio attraverso culture, epoche e linguaggi che, come rami da un unico tronco, crescono intorno all’eredità del Maestro.
Il nome stesso della rassegna ne dichiara la vocazione. Se il cuore del Festival Verdi resta l’opera del Maestro, eseguita nelle edizioni critiche e affidata a nuovi allestimenti, Ramificazioni nasce per esplorare ciò che da quel tronco si dirama: i compositori che ne hanno raccolto l’eredità, i linguaggi che ne rileggono i temi, le domande che le sue opere continuano a porre al presente.
Nel 2026 il dialogo si articola intorno al tema dei Mondi lontani. La fascinazione per l’esotico che lega le ambientazioni dei tre titoli in cartellone – il Perù di Alzira, la Babilonia di Nabucodonosor, l’Egitto di Aida – non si esaurisce infatti con Verdi. Proprio negli anni in cui il Maestro congedava il teatro con Falstaff e si raccoglieva nella spiritualità dei Pezzi sacri, l’arte europea guardava sempre più spesso verso civiltà remote e misteriose, in cerca di nuove forme e di nuovi colori: Wagner verso il buddismo in Parsifal, Debussy verso l’Oriente, Dvořák verso il folclore del Nuovo Mondo. Un’attrazione che attraversa l’intero Novecento, fino alla filosofia indiana di Stockhausen e al Giappone di Henze, e che nel teatro musicale di oggi diventa racconto di guerre, esili e migrazioni.
È questo il senso più profondo della rassegna: i mondi che l’Ottocento immaginava lontani sono oggi vicini, e i loro destini sono legati ai nostri. Con Ramificazioni il Festival Verdi intende contribuire alla riflessione sui conflitti che attraversano la società contemporanea e sull’importanza delle relazioni tra gli individui e tra i popoli, portando la musica di ieri e di oggi in luoghi della città capaci di amplificarne il significato, dal seicentesco Teatro Farnese alla Galleria Petitot del Complesso monumentale della Pilotta, ancora segnata dalle ferite dei bombardamenti del 1944.
Ticket a partire da 15 euro
Informazioni
Fondazione Teatro Regio di Parma
strada Garibaldi, 16/a
43121 Parma – Italia
Tel (+39) 0521 203911
Trasporto pubblico
Linee 1, 2, 15
Via Mazzini: linee 3, 4, 5, 8
Piazza Ghiaia: linee 6, 7, 8, 9, 11, 12, 13, 21, 23
Parcheggio
Parcheggio Piazza Ghiaia
Parcheggio Toschi
L’accesso al Teatro Regio di Parma non presenta barriere architettoniche. La sala del Ridotto è accessibile per gli spettatori in sedia a rotelle e condizioni di deficit motorio temporaneo tramite ascensore.









