
Mantra
Ramificazioni
- 22
ott
2026
Spettacolo
Musica Karlheinz Stockhausen
Composizione musicale per due pianoforti, con wood blocks e cimbali antichi, ed elettronica (1970)
pianoforti, percussioni Ciro Longobardi, Andrea Rebaudengo
elettronica, regia del suono Walter Prati, Massimo Mariani – MMT Creative Lab
Lo spettacolo rientra nel cartellone Reggio Parma Festival 2026
Stockhausen, pioniere della musica elettroacustica, descrive così la genesi di Mantra, opera tra le più significative del Novecento, concepita a Osaka nel 1970: «Ero seduto accanto all’autista e mi sono lasciato andare all’immaginazione canticchiando tra me e me. Ho sentito questa melodia e tutto si è evoluto rapidamente. Ho avuto l’idea di rappresentare una singola figura musicale, una “formula”, che si sarebbe poi espansa in un arco temporale più lungo, intendo cinquanta o sessanta minuti. Ogni nota sarebbe diventata un centro attorno al quale si sarebbe sviluppata la stessa “formula”, contraendosi in una forma più piccola. Così ho trascritto questa melodia su una busta…».
«Questa è musica di risonanze non eteree – scrive Mario Gamba – musica di elaborazione del pensiero che procede per addensamenti, accrescimenti e contrazioni, per rimandi tra “motivi”, frasi sonore in qualche modo definite. Musica sospesa più in una esaltazione matematica (e costruttivista) che in una perdizione fuori dal tempo. I pianisti dispongono di cembali antichi per i rintocchi che aprono ciascuna delle tredici sezioni dell’opera. Come sono tredici le note su cui tutto si regge. Un “tema” si potrebbe dire. Una serie anomala (il serialismo integrale dello Stockhausen precedente è abbandonato). Non il mantra, perché mantra è tutto il lavoro, ispirato dalla tensione verso la ripetizione».
Ramificazioni, la sezione del Festival che intreccia l’eredità verdiana con la creatività di altri compositori, in 4 concerti ci accompagna in altrettanti luoghi nelle ambientazioni evocate dal tardo Ottocento di Wagner che in Parsifal (1877-1882) guarda al buddismo, dall’impressionismo di Debussy (Prélude à l’après-midi d’un faune,1891-1894; Quartetto in sol minore 1893; La Mer, 1903-1905), dal folclore etnico dei nativi americani di Dvořák (Quartetto in fa maggiore op. 96 “Americano”, 1893), dalla filosofia indiana delle avanguardie storiche degli anni ’70 di Stockhausen (Mantra, 1970), dall’attrazione verso il Giappone di Henze (Appassionatamente plus, 2003), sino al teatro musicale di Lucia Ronchetti (Zenobia Regina, 2024) che evoca la migrazione di persone e opere, oggi e nel passato.
Protagonisti la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Ingo Metzmacher, per la prima volta al Festival Verdi (Auditorium Niccolò Paganini, 4 ottobre), il Quartetto Luigi Magnani (Ridotto del Teatro Regio, 7 ottobre); l’Ensemble Filarmonica Toscanini diretta da Susanne Blumenthal (Teatro Farnese, 15 ottobre, in collaborazione con Complesso monumentale della Pilotta), i pianisti Ciro Longobardi e Andrea Rebaudengo (Auditorium del Carmine, 22 ottobre).
Ticket a partire da 15 euro
Informazioni
Auditorium del Carmine – Conservatorio di Parma
Via Eleonora Duse
43121 Parma – Italia
Trasporto pubblico
Linee 8, 9, 12, 13, 15, 21
Parcheggio
Parcheggio Piazza Ghiaia
Parcheggio Toschi
L’accesso all’Auditorium del Carmine non presenta barriere architettoniche. La sala è completamente accessibile per spettatori in sedia a rotelle e condizioni di deficit motorio temporaneo. Per ogni informazione è possibile contattare la biglietteria all’indirizzo biglietteria@teatroregioparma.it.









