Giuseppe Verdi Antropologo del Mediterraneo

Conferenza a cura di Michael Herzfeld

  • 5
    ott
    2026

incontro

Brani d’opera di Giuseppe Verdi interpretati dagli allievi e dalle allieve dell’Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma.

Conferenza in italiano aperta al pubblico a cura di Michael Herzfeld, Harvard University, in collaborazione con Università di Parma e Accademia Verdiana.

Evento a cura di Diego Saglia e Sabrina Tosi Cambini (Università di Parma, Progetto Parma e l’Altrove) e Francesco Izzo (direttore didattico dell’Accademia Verdiana). 


Giuseppe Verdi non fu soltanto un gran compositore e conoscitore dell’anima umana. Fu anche un pensatore le cui scelte musicali e drammatiche riflettevano la sua concezione di valori etici presi, per lo più, come scontati da gran parte del suo pubblico: l’onore, la vergogna, il destino, pure il patriottismo. Esibiva sempre un senso critico raffinato, sfumato, a volte aspro, nei confronti delle consuete attitudini della sua epoca, come anche nella vita politica. Il relatore, Michael Herzfeld, specialista tra l’altro dell’antropologia dell’Europa meridionale, anche lui critico del ritratto convenzionale delle “culture mediterranee” in antropologia e riflettendo in chiave al contempo autobiografica e comparativa sulla rappresentazione dell’etica nelle opere di Verdi (soprattutto quelle dei suoi primi anni da compositore) e in antropologia, ci offrirà una lettura piuttosto lontana da quella letterale che spesso nasconde lo spirito ribelle che anima tante delle opere di Verdi. Tra queste, la più ignota è probabilmente Stiffelio, il cui argomento, tuttavia, potrebbe capovolgere le consuete interpretazioni di Ernani, Nabucco e La Forza del Destino. Il relatore si chiederà, inoltre, come quella musica, spesso intesa come espressione dell’italianità, commuova anche delle persone che non condividono quell’identità nazionale, nemmeno l’ideologia politica soggiacente, e finirà con una riflessione sulle distorsioni storiche del significato sia di Giuseppe Verdi che del filosofo napoletano Giambattista Vico, spesso visto anche lui come campione dell’italianità.


Michael Herzfeld, nato a Londra nel 1947, è professore emerito della Harvard University e ha collaborato con diversi Atenei in Europa, in Asia e in Australia. È un antropologo noto sia per i suoi contributi teorici che per le lunghe ricerche svolte “sul campo” in Italia e in Grecia, come anche in Tailandia. È autore di quindici libri, tra cui Lo Stato nazione e i suoi mali, è stato scritto in italiano. Quattro altri sono stati tradotti in italiano, ossia Antropologia. Pratica della teoria nella cultura e nella società, Intimità culturale. Antropologia e nazionalismoLa produzione sociale dell’indifferenza e Sfrattati dall’eternità. La ristrutturazione neoliberista a Roma. Tra le varie tematiche di cui si occupa spicca la tensione tra cultura ufficiale e quotidianità sociale. È amatore delle opere di Verdi sin dall’adolescenza, e, con un paio di articoli sperimentali su Verdi alle spalle, con questa conferenza sta realizzando una sua vecchia passione nonché una mossa scientifica originale.

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