Perù, Egitto, Babilonia, sono i “Mondi lontani” delle opere del Festival Verdi 2026.
Mondi geograficamente distanti che si incontrano sui palcoscenici di Parma e Busseto grazie alla musica di Giuseppe Verdi. Mondi reinterpretati dalla creatività di tre registi e trasformati in realtà dalle nostre maestranze, con un sapere artigianale che si tramanda da decenni.
La XXVI edizione del Festival Verdi inizia ufficialmente il 1° ottobre, quando al Teatro Regio di Parma si alza il sipario su Alzira, ma il primo passo di questo viaggio lo facciamo oggi, con queste tre clip, accompagnandovi lì dove nasce ogni spettacolo: nei laboratori e dietro le quinte, luoghi solitamente celati allo sguardo del pubblico, che oggi si aprono per voi.
Alzira | Un girasole per l’opera rara
Un semplice foglio di metallo si trasforma, nelle mani esperte dell’attrezzeria, in uno dei principali elementi di questo allestimento di Alzira: un girasole che brucia, proprio come le terre degli antichi Incas devastate dai conquistadores.
Monica Bocchi, responsabile dell’attrezzeria, racconta il lavoro e le tecniche che hanno dato forma a questo oggetto che più volte vedrete in scena. L’opera, tra le meno eseguite di Giuseppe Verdi, torna al Regio dopo quasi vent’anni con la regia di Manuel Renga.
Nabucco | Dal bozzetto alla scena
Come nasce una scena? Franco Daniele Venturi, consulente agli allestimenti, ci accompagna nei laboratori per raccontarci le scenografie di Nabucodonosor: dai bozzetti al confronto con il regista Pier Luigi Pizzi, passando per le tecniche utilizzate per realizzare i grandi pannelli monocromatici che vedrete in palcoscenico. Un viaggio attraverso scenografia, pittura e scultura che restituisce l’affresco di una Babilonia fuori dal tempo e dallo spazio.
Aida | Quando un capolavoro torna a vivere
Un capolavoro custodito con cura torna a splendere sul palcoscenico per cui è stato creato. È l’allestimento di Aida di Franco Zeffirelli nato proprio per il Teatro Giuseppe Verdi di Busseto nel 2001 in occasione del centenario verdiano e ripreso da Stefano Trespidi. In questo teatro, la grandiosità di Aida trova una nuova prospettiva, lasciando trionfare la dimensione più intima e privata della storia.
Le maestranze del Teatro Regio di Parma lavorano al montaggio di queste storiche scenografie per restituire allo sguardo del pubblico il mistero dell’antico Egitto.










