
STIFFELIO
Giuseppe Verdi
- 21
ott
2026 - 23
ott
2026 - 7
ott
2027 - 17
ott
2027
Spettacolo
Musica Giuseppe Verdi
direttore Gianluca Capuano
regia Cecilia Ligorio
ORCHESTRA FILARMONICA ITALIANA
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Maestro del coro Martino Faggiani
Ticket a partire da 10 euro
scopri l’opera
L’opera che segna la svolta verdiana di metà Ottocento è Luisa Miller: qui appare per la prima volta la realtà nella sua immediatezza sfumata e complessa, non più concretizzata per situazioni o personaggi emblematici. Stiffelio ne è la naturale conseguenza. Una storia ambientata in epoca recente, un interno borghese che pure accoglie la datata figura di un militare in pensione a cui è assegnato il compito della tutela del perbenismo sociale, il contrasto fra una donna sviata da un turbamento sentimentale e un uomo che alla fine supera i pregiudizi personali e sociali. L’autentico tema di quest’opera che Francesco Maria Piave modellò nel libretto sul solito dramma francese di turno – in questo caso Le Pasteur, ou L’Évangile et le Foyer di Émile Souvestre e Eugène Bourgois – è però il dissidio del protagonista fra il dovere al perdono e il desiderio ancestrale di vendetta. Tanto più che questo protagonista è un pastore protestante che, al ritorno da un lungo viaggio dove ha visto ogni sorta di peccati esortando al perdono, si trova adesso a scoprire che la moglie lo ha tradito e che perdonare, quando si tratta di farlo di persona e non di farlo fare agli altri, è particolarmente complicato. Arriva persino al duello con il rivale, sventato da un malore appena sente da lontano intonare un salmo. Per cui all’eliminazione spiccia dell’amante ci pensa il padre di lei, pur di non far trapelare nulla all’esterno che possa infangare il buon nome di famiglia: le prove generali di Germont. Alla fine nel pastore prevale la comprensione del dovere quando legge in chiesa l’episodio evangelico dell’adultera e, di fronte a tutti, perdona la moglie, sotto una musica vibrante e ieratica. Verdi era consapevole della delicatezza del tema e infatti scelse un teatro periferico per il debutto del 16 novembre 1850, quello di Trieste. E del resto mandare in giro per i teatri una parabola del genere poteva sembrare un incoraggiamento all’immoralità: infatti le censure degli stati italiani (e non solo italiani) si scatenarono cambiandone ambientazione, testo, titolo, sicché Verdi, spazientito, dopo sei anni decise di fermare quello scempio e ulteriori allestimenti, ritirando l’opera del mercato. Stiffelio è risorto solo in pieno Novecento, quando quel tema non faceva quasi più male a nessuno, apparendo fin dall’inizio una specie di apripista per La traviata, e solo negli ultimi anni si è ritagliato un ruolo autonomo nel processo di trasformazione del teatro verdiano di metà Ottocento.
Giuseppe Martini
Informazioni
Teatro Giuseppe Verdi
Piazza Giuseppe Verdi, 1, 43011 Busseto PR
Trasporto pubblico
Linea extraurbana 2120, 2115, 2116, 2106.
Parcheggio
È presente parcheggio in loco.
L’accesso al Teatro Verdi di Busseto non presenta barriere architettoniche (previo contatto con IAT-R o Comune di Busseto per procedere all’accoglienza dedicata a persone con mobilità ridotta e sedia a rotelle).









