
MICRODANZE
Ramificazioni
- 9
Oct
2026 - 11
Oct
2026
about
CCN / ATERBALLETTO
based on an idea by Gigi Cristoforetti
CHOREOGRAPHY
Palazzo Marchi Soft P.
choreography Diego Tortelli
music Tindersticks
dancers Ana Patricia Alves Tavares, Leonardo Farina
Biblioteca San Giovanni Near Life Experience (estratto da creazione 2003)
choreography Angelin Preljocaj
music Air (Jean-Benoit Dunckel, Nicolas Godin)
dancers Arianna Kob, Albert Carol Perdiguer
Pinacoteca Stuard Afterimage (percorso A)
choreography Philippe Kratz
music Pablo’s Eye
video projections Ooopstudio
dancer Matteo Fiorani
Sala delle colonne c/o Chiostro della fontana Platform02 (percorso B)
choreography Ina Lesnakowski
music Loscil
set design Carlo Cerri
dancer Gador Lago Benito
Chiostro della fontana Eppur si muove
choreography Francesca Lattuada
music Ludwig Van Beethoven (Sinfonia N. 7 – Secondo Movimento – Allegretto)
costumes Bruno Fatalot
dancer Arianna Ganassi
Ridotto del Teatro Regio The Great Silence
choreography Dunja Jocić
music Shida Shahabi
sound design Renger Koning
dancers Luigi Civitarese, Matteo Fogli
Verdi Festival Commission
world premiere
iNFORMAtion
This is a standing, site-specific performance taking place across several historic buildings in the city centre. Due to the particular characteristics of the venues, accessibility is limited. Audience members are therefore advised to wear comfortable footwear.
For further information, please contact the Box Office at biglietteria@teatroregioparma.it.
itinerary
The audience will experience five Microdances along an itinerary through some of the city’s most evocative venues. Following the first two choreographies at Palazzo Marchi (1. Soft P.) and Biblioteca di San Giovanni (2. Near Life Experience), the audience of up to 50 spectators will be divided, due to venue capacity, into two groups of 20 and 30 people respectively, at Pinacoteca Stuard (3. Afterimage) and Sala delle Colonne del Chiostro della Fontana (3. Platform02) to attend the third choreography on the programme. The two groups will then reunite to attend the fourth choreography at Chiostro della Fontana (4. Eppur si muove), before proceeding to the Ridotto del Teatro Regio di Parma (5. The Great Silence), where the itinerary will conclude with the fifth and final choreography.
Audience members wishing to express a preference for the third choreography, choosing between Afterimage at Pinacoteca Stuard and Platform02 at Chiostro della Fontana, may send an email to biglietteria@teatroregioparma.it when purchasing their ticket. Otherwise, assignments will be made automatically according to the order of ticket purchase.
1.Palazzo Marchi Salone – 50 people
Soft P.
2. Biblioteca San Giovanni – 50 people
Near Life Experience
3. Pinacoteca Stuard – 20 people
Afterimage
3. Chiostro della Fontana – Sala delle Colonne, Monastero di San Paolo – 30 people
Platform02
4. Chiostro della Fontana, Monastero di San Paolo – 50 people
Eppur si muove
5. Ridotto del Teatro Regio – 50 people
The Great Silence
Le MicroDanze nascono nel 2021 da un’idea di Gigi Cristoforetti, a partire da un invito della Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia a contribuire a un’esposizione dedicata alla presenza della danza nell’arte. Da quella prima intuizione nasce una domanda semplice: cosa succede se la danza esce dal palcoscenico e incontra direttamente chi la guarda?
La risposta prende la forma di brevi creazioni coreografiche, della durata di pochi minuti, pensate per spazi piccoli e per essere viste una dopo l’altra, come in un’esposizione artistica. Il pubblico, non più seduto di fronte alla scena, entra nello spazio della danza, si avvicina ai danzatori e scopre ogni volta un luogo diverso.
Le MicroDanze diventano così il cuore di An Ideal City, progetto internazionale coordinato dal Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto insieme a Les Halles de Schaerbeek di Bruxelles e al Balletto dell’Opera Nazionale Greca di Atene, co-finanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea. Tra il 2021 e il 2022, partendo proprio da Atene, Reggio Emilia e Bruxelles, il progetto ha portato la danza nei musei, negli spazi pubblici e nei luoghi della città, mettendo in relazione le coreografie con architetture e paesaggi urbani differenti. Da allora, ha continuato a trasformarsi: dalle prime esposizioni danzate alla realtà virtuale, dai percorsi urbani alle esperienze site-specific, fino al progetto internazionale di Italia Danza, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che dal 2023 presenta il repertorio del CCN/Aterballetto negli Istituti Italiani di Cultura e in altri luoghi della diplomazia culturale italiana nel mondo.
In cinque anni, le MicroDanze hanno attraversato musei, piazze, palazzi storici, siti archeologici, parchi e spazi urbani in Italia e all’estero. Sono nate nuove creazioni, altre sono entrate nel repertorio e alcune sono state ripensate per luoghi e pubblici diversi. Un progetto nato per avvicinare la danza allo spettatore che, tappa dopo tappa, ha fatto dello spazio extra-teatrale – piccolo o grande, istituzionale o urbano – un nuovo luogo di prossimità dove poter scoprire e fruire le infinite possibilità della danza contemporanea.
Per celebrare i 5 anni esatti dal debutto al Museo dell’Acropoli di Atene (9-10 ottobre 2021), il Festival Verdi ha commissionato al CCN/Aterballetto una nuova MicroDanza in sintonia con il tema Mondi lontani.
Quattro concerti, la danza e una nuova commissione dal Festival Verdi creano un filo rosso che dall’Ottocento verdiano arriva fino ai conflitti del presente: è la terza edizione di Ramificazioni, che dal 4 al 22 ottobre 2026 porta a Parma, nell’ambito del Festival Verdi, sei appuntamenti tra musica sinfonica e da camera, teatro musicale, danza e performance. Sezione del Festival nata con l’obiettivo di stabilire relazioni e sollecitare confronti con la produzione verdiana e con il tema che ispira ogni edizione, Ramificazioni segue quest’anno le suggestioni di Mondi lontani, il titolo scelto per il XXVI Festival, e accompagna il pubblico in un viaggio attraverso culture, epoche e linguaggi che, come rami da un unico tronco, crescono intorno all’eredità del Maestro.
Il nome stesso della rassegna ne dichiara la vocazione. Se il cuore del Festival Verdi resta l’opera del Maestro, eseguita nelle edizioni critiche e affidata a nuovi allestimenti, Ramificazioni nasce per esplorare ciò che da quel tronco si dirama: i compositori che ne hanno raccolto l’eredità, i linguaggi che ne rileggono i temi, le domande che le sue opere continuano a porre al presente.
Nel 2026 il dialogo si articola intorno al tema dei Mondi lontani. La fascinazione per l’esotico che lega le ambientazioni dei tre titoli in cartellone – il Perù di Alzira, la Babilonia di Nabucodonosor, l’Egitto di Aida – non si esaurisce infatti con Verdi. Proprio negli anni in cui il Maestro congedava il teatro con Falstaff e si raccoglieva nella spiritualità dei Pezzi sacri, l’arte europea guardava sempre più spesso verso civiltà remote e misteriose, in cerca di nuove forme e di nuovi colori: Wagner verso il buddismo in Parsifal, Debussy verso l’Oriente, Dvořák verso il folclore del Nuovo Mondo. Un’attrazione che attraversa l’intero Novecento, fino alla filosofia indiana di Stockhausen e al Giappone di Henze, e che nel teatro musicale di oggi diventa racconto di guerre, esili e migrazioni.
È questo il senso più profondo della rassegna: i mondi che l’Ottocento immaginava lontani sono oggi vicini, e i loro destini sono legati ai nostri. Con Ramificazioni il Festival Verdi intende contribuire alla riflessione sui conflitti che attraversano la società contemporanea e sull’importanza delle relazioni tra gli individui e tra i popoli, portando la musica di ieri e di oggi in luoghi della città capaci di amplificarne il significato, dal seicentesco Teatro Farnese alla Galleria Petitot del Complesso monumentale della Pilotta, ancora segnata dalle ferite dei bombardamenti del 1944.





