FRANCESCA CALCIOLARI 

Ha compiuto gli studi universitari presso la facoltà di Lettere moderne dell’Università degli Studi di Siena dove nel 2000 si è laureata in Filologia musicale dedicandosi parallelamente allo studio del violoncello fino al conseguimento dell’esame di compimento inferiore. Nel 2005 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Musicologia presso l’Università degli Studi di Pavia. Le sue ricerche, sempre di indirizzo filologico, si sono concentrate prevalentemente sulla prima metà dell’Ottocento con studi nell’ambito del processo compositivo e in quello dei progetti di edizione critica finalizzati al recupero e valorizzazione della musica operistica italiana. Dal 2011 lavora presso la redazione di Casa Ricordi dove già fra il 2006 e il 2008 aveva lavorato in qualità di responsabile del progetto di digitalizzazione e catalogazione di tutte le fonti autografe e dei materiali scenografici conservati presso l’Archivio storico della Casa editrice. Nell’attuale impiego il suo ruolo si lega anche, fra le altre mansioni, alle attività di redazione nell’ambito della pubblicazione dell’edizione critica dell’opera omnia di Giuseppe Verdi.

 

CASA RICORDI, MILANO Nella storia musicale italiana è ben noto il sodalizio fra l’editore Ricordi di Milano e Giuseppe Verdi: è infatti a partire dal 1839, con l’ingresso del compositore sulle scene del Teatro alla Scala per la rappresentazione della sua prima opera Oberto, Conte di San Bonifacio, che si apre un nuovo capitolo non solo nella storia operistica, ma anche in quella della casa editrice. L’“era Verdi” - coprendo gli anni della direzione di Giovanni e Tito I fino ai tempi di Giulio a inizio Novecento – è fondamentale per l’affermazione e consacrazione dell’editore a livello nazionale e, nello stesso tempo, è fra gli interpreti emblematici delle vicende storico-politiche dell’Italia risorgimentale. Da parte sua, l’editore – dal 1825 in possesso dell’intero Archivio della Scala e quindi di tutte le partiture musicali – si ingegna nella diffusione della musica operistica, e di quella di Verdi in particolare, non solo tramite l’espediente del noleggio ai teatri musicali, ma anche tramite nuovi strumenti editoriali accessibili a svariati livelli sociali. Una componente importante della sua produzione è costituita infatti, fin da subito, dalle edizioni delle tradizionali “romanze” italiane e di brani operistici nelle trascrizioni per pianoforte, canto e piccoli ensemble nonché in quelle per musica per banda, soddisfacendo le richieste della clientela amatoriale e della musica d’interesse popolare. A distanza di più di un secolo Casa Ricordi è ancora impegnata nella valorizzazione della figura del Maestro. Fra le numerose attività che da sempre caratterizzano il legame indissolubile con Verdi, in questi ultimi anni è stato intrapreso il progetto dell’edizione critica dell’opera omnia che, in coedizione con la Chicago University Press, prevede la pubblicazione dell’intera produzione verdiana suddivisa in sei sezioni (opere teatrali, romanze, musica sacra, cantate, musica da camera, produzione giovanile) e si prefigge la diffusione di titoli ancora poco noti nonché una rilettura di quelli più popolari a partire da un rinnovata prospettiva storico-filologica. Formulato a partire dagli anni Settanta, il progetto è stato avviato solo nel 1983 con l’edizione critica di Rigoletto, a cura di Martin Chusid. Da allora sono stati pubblicati altri quattordici titoli fra cui alcune delle opera più note accanto a titoli meno conosciuti. L’ultimo titolo apparso è l’Attila (a cura di Helen Greenwald); in preparazione I due Foscari (2017, a cura di Andreas Giger) e Un giorno di regno (2018, a cura di Francesco Izzo).